E’ interessante.

E’ interessante, dicevo, osservare l’evoluzione delle emozioni nei volti di chi si avvicina per la prima volta ai nostri sake artigianali. Si assiste ad una sorta di morphing dal vivo. Come l’immagine che muta nel caleidoscopio al ruotarlo, così le facce dei pionieri che si avvicinano al sake artigianale.

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Pubblico in Degustazione

Quando presentiamo i nostri sake artigianali come il frutto di una tradizione millenaria o come prodotti genuini e che mettono di buon umore, appunto presentiamo. Con parole e gesti. Sguardi sospetti ed obliqui si spandono e si diffondono come un silente e condiviso tam tam tra gli avventori di queste improbabili fiere di beneficenza. Sì perché in degustazione il sake viene offerto e quindi c’è già qualcosa che non quadra…se poi lo si offre e se ne decanta le virtù e le proprietà…allora l’inganno ci deve essere per forza!.. ed invece, il patto è ben più pacifico: vi si offre un buon sake artigianale a patto che poi si ceda almeno un frammento di ciò che si è provato. Trovandosi d’accordo su questo, è chiaro che il patto cela una speranza: il diffondere almeno un po’ di buon umore e nuove, delicate emozioni di gusto. Anche le critiche sono bene accette, per carità!, purché si sia consapevoli che davanti altro non abbiamo se non un piccolo avamposto dell’intero Universo del Sake Giapponese.

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Pubblico in Degustazione

Ed allora, arriva il momento dell’assaggio, della vera e propria degustazione, lenta, attenta. Ed ecco che – apriti cielo! – un guizzo appare negli occhi degli astanti. Un guizzo che è anche un ponte tra il primo – crediamo, legittimo – atteggiamento critico e scettico ad un momento di scoperta e sorpresa. Un ponte che è conoscenza di una nuova esperienza sensoriale. E’ questo ponte che rappresenta il viaggio tra chi arriva con le proprie convinzioni e chi se ne riparte arricchito di nuove considerazioni. E chi l’avrebbe mai detto? Mi sento spesso dire nei primi momenti in degustazione.

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Pubblico in Degustazione

Anche chi l’aveva già assaggiato e chi si dichiara indomito astemio facendo libero outing, quando si imbatte in questi sake artigianali, ritorna a considerare la veridicità della proprie posizioni. Ci sono quelli che si concentrano per cercare di capire dove sta l’inghippo e per ricordarsi dove diavolo l’avevano bevuto e perché erano stati indotti in errore da chi credevano amico. Ci sono quelli che divertiti ed entusiasti, per partito preso, ne chiedono ancora…ci sono quelli che nei calici giocano con gli aromi del sake come se fosse una madeleine…ci sono certo anche quelli che, fermi…immobili, osservano e, sebbene già ispirati da un certo e strano buon umore…, di sicuro non apprezzano il sake offerto…è no! a me il sake non piace! (Dove sta l’inghippo? Dove sta l’Inghippo?).

Realtà o narrazione, finché non verrete ad una delle nostre degustazioni, non saprete….

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Il Sindaco di Firenze in degustazione

QUESTI I SAKE ARTIGIANALI DEGUSTATI:

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Maboroshi no taki Junmai Ginjo, Prefettura Toyama

 

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Akitora Junmai Ginjo, Prefettura di Kochi

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