SAKE DAYS 2026 – TASTE OF JAPAN

Dal 1° al 4 ottobre Firenze ospita la sesta edizione dei Sake Days. Il tema del 2026 è La grammatica del gusto giapponese. Da qui partiremo per mettere alla prova il sistema di relazioni tra cibo, bevande, tecnica e cultura. Siete curiosi? Avrete le porte aperte. Il programma degli  Eventi Off che si terranno il 1° ed il 2 ottobre è in via di definizione. Il 3 e 4 (Sabato e Domenica) ottobre la manifestazione Sake Days risiederà al Conventino in via Giano della Bella. Vi aspettiamo a Firenze. Un piccolo consiglio: prenotatevi su www.firenzesakeday.com

Il gusto possiede una grammatica. Ha regole, eccezioni, accenti regionali e perfino qualche elegante irregolarità. La sesta edizione dei Sake Days 2026 parte da questa idea e la porta a Firenze. Quattro giornate, dal 1° al 4 ottobre, saranno dedicate alla cultura gastronomica giapponese. E saremo in tanti. In questi  cinque anni siamo già stati tanti: persone che vogliono chiedere, persone che non si accontentano di facili story telling e che vogliono provare, assaggiare e degustare.

I Sake Days non sono una collezione di simboli riconoscibili né un generico festival del Giappone. Anzi se vogliamo in un certo senso rappresenta un momento “laico” e precedente al mondo giapponese. E’ un festival di enogastronomia che rappresenta una premessa fondamentale per conoscere il Giappone.

Sarà una edizione nuova. Il suo campo d’azione è più preciso. La sua identità è matura nello scopo: provare nuovi sake,  nuovi abbinamenti cibo-sake,  parlare di fermentazioni, utensili, tecniche e territori.

Il programma OFF del 1° e 2 ottobre coinvolgerà locali selezionati della città (il programma è in via di definizione).

Il 3 e 4 ottobre il centro della manifestazione sarà il Conventino gestito da Artex in quel laboratorio creativo costituito dalla comunità di artigiani fiorentini che anima il quartiere.

Il Conventino Fuori le Mura in Via Giano della Bella 20 sembra essere una scelta genetica per i Sake Days: artigiani che accolgono gli artigiani del gusto giapponesi.

Parlare di grammatica del gusto è una scelta molto importante. Significa parlare di Giappone attraverso il gusto e porre in essere semplici passaggi necessari per arrivare a comprenderne lo spirito prima delle cerimonie. Un calice di nihonshu non è un oggetto esotico: è il risultato di ingredienti, lavoro e decisioni produttive. E’ il risultato di una scelta di vita per i produttori. Una lama giapponese  osservata da vicino non vale per il fascino che esercita in fotografia. Dal vivo quella lama lascia percepire il rapporto tra materia, gesto e precisione. Lo stesso vale per una salsa di soia (quante salse di soia conoscete?), un tè o una preparazione apparentemente semplice: non è solo una polpetta di riso con sopra del pesce crudo…

Tre percorsi per leggere il gusto giapponese

Sake Days 2026 organizza i contenuti attorno a tre assi: umami, precisione e artigianalità contemporanea.

Il percorso Umami affronta fermentazioni, profondità gustativa e abbinamenti. Il palato dialoga con la salsa di soia e poi nei cooking show si parla di okomiyaki, di tempura e di sushi. Le degustazioni di umeshu e di birre artigianali, e ancora lo shōchū e l’awamori e quest’anno anche il gin ed i vini piwi giapponesi. La precisione riguarda la manualità: coltelli e kintsugi.

I tre percorsi non sono compartimenti chiusi. Funzionano come parti di una frase – ecco che torna la grammatica – e acquistano senso quando vengono messi in relazione. L’umami senza tecnica resta una parola di moda. La precisione senza materia diventa virtuosismo. La contemporaneità senza memoria rischia di essere soltanto novità e non già evoluzione. E tutto questo lo ritroveremo in itinerari enogastronomici proposti da operatori turistici “slow” che ci parleranno delle nuove rotte per conoscere il Giappone.

AAA Cercasi pubblico curioso

Sake Days si rivolge a chi desidera capire che cosa sta bevendo e mangiando, e strizza l’occhio ai professionisti della ristorazione, dell’accoglienza e della distribuzione, presentando tante novità non solo del bere. Ma guai a parlare di B2B o di B2C. Venite e capirete il ritmo. Il ritmo del sake, aperto e accogliente.

Firenze è parte del progetto. La città è facilmente raggiungibile e possiede una cultura storica dell’artigianato, della tavola e dell’ospitalità. Coinvolgere operatori del territorio e giapponesi residenti significa produrre un dialogo concreto e – ci auguriamo – relazioni di lunga durata.

Per il pubblico, la formula offre più livelli di lettura.  Si può iniziare da un assaggio, seguire una masterclass, osservare un cooking show o parlare direttamente con chi importa e seleziona i prodotti. Per il professionista, l’evento permette di confrontare referenze, stili e possibili applicazioni in carta.

Sake Days 2026 comincia qui: non da una risposta, ma da una domanda ben formulata. Quale lingua parla oggi il gusto giapponese in Italia?

Seguite gli aggiornamenti di Sake Days 2026 e consultate la pagina ufficiale dell’evento www.firenzesakeday.com

sake days Firenze
GIOVANNI BALDINI sake

Bio.

Sono Giovanni Baldini dal 2014  promuovo il sake giapponese attraverso i corsi di formazione, gli articoli ed il sito di e-commerce, uno dei principali sake shop online in Italia dove trovare una selezione in esclusiva di veri sake. Laureato in Giurisprudenza, fotografo e manager per professione, sono diventato imprenditore per passione importando sake artigianali da piccole cantine sperdute nelle campagne o in sobborghi lontani del Giappone dove viaggio dal 2004. Spinto dalla passione ho fondato la Scuola Italiana Sake, dove svolgo la mia attività di formazione a Firenze quando non sono in Giappone a lavorare in cantina a produrre sake.